La sindrome dell’intestino irritabile, conosciuta come IBS, è una condizione medica complessa che provoca sintomi addominali frequenti, come diarrea, stitichezza o una combinazione di entrambi. Sebbene la causa esatta sia ancora sconosciuta, si sa che l’IBS influisce sulla comunicazione tra cervello e intestino.
Chi soffre di IBS può notare che determinati alimenti sembrano innescare o aggravare i sintomi. È fondamentale comprendere quali cibi evitare per migliorare il benessere generale.
Quali sono gli alimenti che innescano l’IBS?
Sebbene gli alimenti trigger possano variare da persona a persona, alcuni cibi sono frequentemente segnalati dai medici come problematici. Se desideri gestire meglio l’IBS, potrebbe essere utile eliminare temporaneamente questi alimenti per poi reintrodurli gradualmente, uno alla volta, al fine di identificare quelli che scatenano i sintomi.
Alimenti da evitare
Molti esperti consigliano una dieta a basso contenuto di FODMAP per ridurre i sintomi dell’IBS. FODMAP è un acronimo che comprende fermentabili, oligo-, di-, e monosaccaridi e polioli, carboidrati noti per causare disagio intestinale.
Questi carboidrati possono provocare gas, crampi e aggravare la stitichezza. È consigliabile consultare un medico o un dietologo per valutare se una dieta a basso FODMAP possa essere vantaggiosa.
Ecco un elenco di 16 alimenti da evitare in una dieta a basso FODMAP:
- mele
- dolcificanti artificiali come sorbitolo, maltitolo o xilitolo
- stufato di fagioli
- broccoli
- cavolo
- bevande gassate
- cavolfiore
- ceci
- insalata di cavolo
- lattosio nei latticini, come latte, gelato, panna acida e ricotta
- lenticchie
- pere
- crauti
- semi di soia
- anguria
- pizza e altri cibi fritti
Questi alimenti sono comunemente associati a disturbi gastrointestinali per chi soffre di IBS. Tenere un diario alimentare può rivelarsi utile: annotare cosa si mangia e i sintomi avvertiti può aiutare a identificare i cibi problematici.
Swap per alimenti trigger
Soffrire di IBS non implica dover rinunciare a frutta e verdura. È possibile optare per preparazioni a basso FODMAP e scegliere piatti appropriati quando si mangia fuori.
Ecco alcune proposte di sostituzione per chi ha IBS:
- Scegliere frutta a basso contenuto di FODMAP: banane, mirtilli, melone, uva, arance, kiwi e fragole sono tutte opzioni valide.
- Consumare verdure come carote, melanzane, fagiolini, spinaci, zucca e patate dolci.
- Incrementare l’assunzione di calcio con lo yogurt, che contiene batteri benefici utili per la digestione.
- Sostituire il burro con olio d’oliva nelle ricette: solitamente, si può sostituire circa tre quarti del burro con olio d’oliva.
- Optare per latte senza lattosio o alternative vegetali, come latte di riso, soia, mandorle o avena.
- Limitare i dolcificanti artificiali, poiché possono alterare il microbioma intestinale e aggravare i sintomi dell’IBS. Meglio usare sciroppo d’acero o stevia, che sono considerati a basso FODMAP.
Anche se magari non si riesce a eliminare completamente un alimento trigger da una ricetta, usare le quantità minime può comunque contribuire a ridurre i sintomi.
Evitare cibi grilletti nei ristoranti
Mangiare al ristorante può essere una sfida per chi ha IBS. È fondamentale godere del pasto, ma è anche importante prestare attenzione a ingredienti nascosti che possono aggravare i sintomi.
Ecco alcuni suggerimenti per ordinare al ristorante:
- Richiedere un menu senza lattosio o senza glutine: il glutine può essere un fattore scatenante per molte persone con IBS.
- Chiedere informazioni sulla base delle zuppe: ordinate minestre a base di brodo per evitare il lattosio presente nelle creme.
- Informarsi sugli ingredienti delle verdure: è importante sapere come sono preparate per evitare cibi problematici.
- Chiedere se ci sono ingredienti aggiunti: ad esempio, hamburger che contengono briciole di pane o cipolle.
- Preferire cibi grigliati a quelli fritti: questo può ridurre il contenuto di grassi e quindi il disagio.
Alcuni scelgono di portare con sé il condimento per l’insalata per evitare ingredienti indesiderati. Un condimento balsamico senza glutine può essere una scelta gustosa per accompagnare carne o verdure.
È utile anche controllare il menu online prima di andare al ristorante. Se ci sono poche opzioni adatte, potrebbe essere meglio scegliere un altro locale.
Ultime ricerche sull’IBS
Recenti studi suggeriscono che circa il 10-15% della popolazione nei paesi industrializzati soffre di IBS. La dieta, sebbene non sia l’unico fattore scatenante, gioca un ruolo significativo nei sintomi. Nuove ricerche hanno dimostrato che un approccio personalizzato alla dieta, combinato con terapie comportamentali, può portare a una riduzione dei sintomi in molti pazienti. Ad esempio, è emerso che l’integrazione di probiotici specifici può migliorare la salute intestinale e mitigare alcuni sintomi associati all’IBS.
In conclusione, identificare i cibi che scatenano i sintomi e adottare abitudini alimentari più consapevoli può consentire a chi soffre di IBS di vivere in modo più sereno, evitando il timore di episodi gastrointestinali improvvisi. È importante lavorare a stretto contatto con professionisti della salute per sviluppare un piano alimentare su misura, che tenga conto delle esigenze individuali.