Dipendenza da Facebook: La Nuova Scala BFAS e Le Ultime Scoperte

I ricercatori norvegesi hanno recentemente pubblicato una scala psicologica innovativa per misurare la dipendenza da Facebook, la prima nel suo genere a livello mondiale. Questo importante lavoro è stato presentato nel numero di aprile 2012 della rivista Psychological Reports. Gli autori sperano che il nuovo strumento psicometrico possa rivelarsi utile per gli studiosi nell’esplorare i comportamenti problematici associati all’uso di Facebook.

Tuttavia, un articolo di accompagnamento suggerisce che sarebbe più utile misurare la dipendenza dal social networking come attività, piuttosto che limitarsi a un prodotto specifico come Facebook. Questa considerazione è particolarmente rilevante poiché Facebook è molto più di un semplice sito di social networking; offre la possibilità di guardare video, giocare e interagire in vari modi.

La nuova scala è denominata BFAS, acronimo di Bergen Facebook Addiction Scale, ed è stata sviluppata dalla Dott.ssa Cecilie Andraessen dell’Università di Bergen (UiB), in Norvegia, insieme ai suoi collaboratori. Attualmente, Andreassen dirige un progetto di ricerca focalizzato sulle dipendenze da Facebook presso l’UiB.

Nel loro studio, Andreassen e i suoi colleghi hanno iniziato con un pool di 18 articoli, ognuno composto da tre elementi, per ciascuno dei sei criteri fondamentali della dipendenza: salienza, modifica dell’umore, tolleranza, ritiro, conflitto e ricaduta.

Nel gennaio 2011, hanno invitato 423 studenti (227 donne e 196 uomini) a compilare il questionario del progetto BFAS, utilizzando anche altre scale standardizzate per l’auto-segnalazione su personalità, sonno, socievolezza, atteggiamenti verso Facebook e tendenze di dipendenza.

Scala di dipendenza da Facebook di Bergen

Alla fine, Andreassen e i suoi collaboratori hanno definito il BFAS utilizzando sei criteri di base, ai quali i partecipanti dovevano rispondere con una delle seguenti 5 opzioni: (1) Molto raramente, (2) Raramente, (3) A volte, (4) Spesso, e (5) Molto spesso:

  1. Passi molto tempo a pensare a Facebook o a pianificare come usarlo.
  2. Senti l’impulso di usare Facebook sempre di più.
  3. Usi Facebook per dimenticare i problemi personali.
  4. Hai provato a ridurre l’uso di Facebook senza successo.
  5. Diventi irrequieto o ansioso se ti viene proibito di usare Facebook.
  6. Usi Facebook così tanto che ha avuto un impatto negativo sul tuo lavoro o sui tuoi studi.

Andreassen e i colleghi indicano che un punteggio «spesso» o «molto spesso» su almeno quattro dei sei elementi potrebbe suggerire che il rispondente presenta una dipendenza da Facebook.

Le loro indagini hanno rivelato che vari tratti di personalità sono correlati alla scala: per esempio, il nevroticismo e l’extraversione sono risultati positivamente correlati, mentre la coscienziosità ha mostrato una correlazione negativa.

Inoltre, è emerso che punteggi più elevati sul BFAS erano associati a orari di sonno irregolari, come andare a letto molto tardi e svegliarsi altrettanto tardi.

Dipendenza da Facebook

Andreassen ha idee chiare sul perché le persone sviluppino una dipendenza da Facebook. Ha dichiarato alla stampa che questa tendenza è più comune tra i giovani rispetto agli utenti più adulti.

Interfaccia di Facebook visualizzata su un computer

Ad aprile 2012, Facebook contava oltre 900 milioni di utenti attivi in tutto il mondo. «Abbiamo anche scoperto che le persone ansiose e socialmente insicure tendono a utilizzare Facebook più di quelle con punteggi più bassi in questi tratti, probabilmente perché chi ha ansia trova più facile comunicare attraverso i social media piuttosto che faccia a faccia», afferma Andreassen.

Il team norvegese ha osservato che le persone più organizzate e ambiziose tendono a non sviluppare dipendenza da Facebook, utilizzando invece i social media come parte integrante delle loro attività lavorative e di networking.

Secondo Andreassen, le donne risultano essere a maggior rischio di sviluppare una dipendenza da Facebook, una situazione che attribuiscono alla natura sociale intrinseca della piattaforma.

Il Dott. Mark D Griffiths, professore di studi sul gioco d’azzardo presso l’International Gaming Research Unit della Nottingham Trent University, ha scritto una risposta allo studio nello stesso numero della rivista. In un blog personale, Griffiths ha affermato che, pur non avendo obiezioni allo studio di Andreassen e colleghi, desiderava ampliare il dibattito sulla dipendenza da Facebook.

Griffiths sottolinea che il BFAS è probabilmente nato dalla necessità di fornire ai ricercatori uno strumento validato psicometricamente per indagare sull’uso problematico di Facebook, affermando che di certo sarà utile. Tuttavia, dal suo punto di vista, il campo della dipendenza da Facebook deve evolversi e affrontare diversi aspetti.

Ad esempio, è cruciale considerare il social networking come attività separata da Facebook, che è un prodotto commerciale. Oggi, le persone utilizzano Facebook per vari motivi, dall’intrattenimento al gioco, dalla visione di film alla condivisione di foto e scambi di messaggi con amici.

Un altro punto sollevato da Griffiths è la necessità di chiarire quali siano le vere dipendenze nei social network, e cosa, ad esempio, un strumento di dipendenza da Facebook stia realmente misurando. Il BFAS potrebbe non essere applicabile solo a Facebook, ma a molteplici piattaforme sociali.

Con il rapido sviluppo dei media elettronici e delle piattaforme sociali, Griffiths suggerisce che il termine «dipendenza da Facebook», similmente a «dipendenza da Internet», potrebbe presto diventare obsoleto. C’è una differenza sostanziale tra dipendenze specifiche su Internet e la dipendenza generale da Internet, e lo stesso vale per Facebook e per i telefoni cellulari.

Pertanto, ciò di cui abbiamo bisogno ora è uno strumento validato psicometricamente che valuti la «dipendenza da social network» in modo specifico, piuttosto che limitarsi all’uso di Facebook. Griffiths mette in evidenza come il BFAS non faccia distinzione tra dipendenza da Farmville e conversazioni con amici su Facebook.

Nuove Ricerche e Tendenze nel 2024

Nel 2024, i ricercatori hanno approfondito ulteriormente il tema della dipendenza da social media, con un focus particolare su Facebook. Alcuni studi recenti hanno evidenziato come l’uso eccessivo di Facebook possa influenzare negativamente la salute mentale, portando a un aumento di ansia e depressione tra gli utenti. Una meta-analisi condotta su un campione globale ha trovato una correlazione significativa tra tempo trascorso su Facebook e sentimenti di solitudine.

Inoltre, nuovi strumenti di analisi dei dati consentono una comprensione più profonda del comportamento degli utenti. Le piattaforme sociali stanno implementando algoritmi per monitorare e limitare l’uso eccessivo, cercando di promuovere un uso più sano e consapevole dei social media.

I dati raccolti nel 2024 indicano anche che le generazioni più giovani sono sempre più consapevoli dei rischi associati alla dipendenza da social media. In risposta, molti stanno cercando attivamente di limitare il proprio tempo online, adottando pratiche di digital detox e promuovendo un equilibrio tra vita offline e online.

È quindi chiaro che la ricerca sulla dipendenza da Facebook e in generale sui social media sta evolvendo rapidamente, con un crescente interesse per l’impatto sulla salute mentale e il benessere degli utenti. L’adozione di misure preventive e interventi mirati potrebbe rivelarsi fondamentale per affrontare questa problematica emergente.

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