Aneurismi Arrotolati: Sopravvivenza e Rischi a Cinque Anni

Un articolo pubblicato online su First e nell’edizione di maggio di The Lancet Neurology dai Dr. Andrew Molyneux e Richard Kerr, dell’Unità di ricerca neurovascolare e neuroradiologia del John Radcliffe Hospital, Università di Oxford, Regno Unito, riporta nuove scoperte nel campo della neurologia. I pazienti i cui aneurismi sono stati trattati con la tecnica di avvolgimento mostrano un tasso di sopravvivenza migliore a cinque anni rispetto a quelli sottoposti a clipping, secondo un’analisi a lungo termine dell’International Subarachnoid Aneurysm Trial (ISAT), finanziato dal Consiglio di ricerca medica del Regno Unito. Sebbene entrambi i gruppi presentino un rischio di risanguinamento leggermente aumentato, nei primi cinque anni il pericolo è maggiore per coloro che hanno ricevuto un trattamento di spirale.

Tra il 1994 e il 2002, in quarantatre centri neurochirurgici, 2.143 pazienti con aneurisma subaracnoideo sono stati inclusi nello studio originale ISAT. Questi pazienti sono stati assegnati in modo casuale alla tecnica di clipping (un intervento chirurgico aperto in cui l’aneurisma viene troncato) o a quella di spirale (un intervento endovascolare in cui una bobina viene inserita attraverso i vasi sanguigni nell’aneurisma per sigillare la perdita). Ricerche precedenti avevano già suggerito che i pazienti trattati con spirale avessero migliori possibilità di sopravvivenza e maggiore autonomia dopo un anno, con un calo del ventiquattro percento nel rischio di morte o dipendenza.

Nel nuovo studio, più di 2.000 pazienti, seguiti per una media di nove anni (da un minimo di sei a un massimo di quattordici), sono stati analizzati. I risultati hanno mostrato che, dopo un anno di trattamento, si sono verificati ventiquattro casi di risanguinamento, di cui tredici provenivano dall’aneurisma trattato (dieci con spirale e tre con clipping). Quattro risanguinamenti erano dovuti a aneurismi già esistenti ma diversi, mentre sei erano collegati a nuovi aneurismi e solo uno era di causa non identificata. Dopo cinque anni, l’11% del gruppo a spirale e il 14% del gruppo a clipping erano deceduti. Il rischio di morte era inferiore del 23% per i pazienti sottoposti a spirale rispetto a quelli con clipping. Tuttavia, per i pazienti ancora in vita dopo cinque anni, la percentuale di autonomia nelle attività quotidiane era simile tra i due gruppi (82% nel gruppo a spirale e 81% nel gruppo a clipping). Rispetto alla popolazione generale, si registrava un aumento del 57% del rischio di morte per i pazienti che avevano subito uno dei due trattamenti dopo un anno.

«Per i pazienti con aneurisma idoneo, l’avvolgimento è più probabile che il clipping porti a risultati clinici migliori a un anno, e questi dati suggeriscono che, sebbene i primi benefici clinici diminuiscano nel tempo, non si perdono nei quattro anni successivi», concludono gli autori.

«Il follow-up dell’ISAT, con una media di nove anni (range 6-14 anni), dimostra che il rischio di risanguinamento da un aneurisma trattato è basso. Sebbene ci siano stati più risanguinamenti dall’aneurisma trattato nel gruppo di avvolgimento rispetto a quello di clipping, non si è riscontrata alcuna differenza tra i gruppi nel numero di decessi dovuti a risanguinamento. Il rischio di morte a cinque anni era significativamente inferiore nel gruppo a spirale rispetto a quello di clipping. La probabilità di sopravvivenza indipendente per quei pazienti in vita a cinque anni è simile nei due gruppi: il tasso di mortalità standardizzato, condizionato alla sopravvivenza a un anno, è aumentato nei pazienti trattati per aneurisma rotto rispetto alla popolazione generale.»

Il Dr. Joseph Broderick, del Dipartimento di Neurologia, College of Medicine, Università di Cincinnati, USA, in una nota di riflessione e reazione, sottolinea che i risultati evidenziano come i pazienti che necessitano di cure così complesse debbano essere gestiti in centri in grado di fornire entrambe le opzioni di trattamento.

Il Dr. Broderick conclude: «La decisione iniziale riguardante l’arrotolamento o il clipping è solo il primo passo nella gestione dei pazienti con una malattia cerebrovascolare attiva, che potrebbe ripresentarsi. L’imaging per eventuali aneurismi persistenti e la modifica aggressiva dei fattori di rischio sono fondamentali per una gestione a lungo termine.»

* Un aneurisma è una dilatazione localizzata e piena di sangue (rigonfiamento simile a un palloncino) di un vaso sanguigno, causata da malattia o indebolimento della parete del vaso. Gli aneurismi si verificano più comunemente nelle arterie alla base del cervello.

Scritto da Stephanie Brunner (B.A.)

Aggiornamenti Recenti sulla Ricerca sugli Aneurismi

Negli ultimi anni, la ricerca sugli aneurismi cerebrali ha fatto significativi progressi. Secondo uno studio pubblicato nel 2023, l’uso di nuove tecnologie di imaging ha migliorato la diagnosi precoce degli aneurismi, consentendo interventi tempestivi e riducendo i rischi associati. Inoltre, recenti indagini hanno dimostrato che la personalizzazione del trattamento, basata su fattori genetici e clinici, può migliorare i risultati a lungo termine per i pazienti.

In particolare, uno studio condotto su oltre 1.500 pazienti ha evidenziato che i trattamenti endovascolari sono associati a tassi di complicazioni significativamente inferiori rispetto agli approcci chirurgici tradizionali. Gli esperti raccomandano quindi di considerare attentamente le opzioni di trattamento in base alle caratteristiche individuali di ogni paziente.

In conclusione, la continua evoluzione delle tecniche chirurgiche e delle metodologie di trattamento offre nuove speranze per i pazienti affetti da aneurismi, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la loro qualità di vita e i tassi di sopravvivenza.

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