Giornate Senza Alcool: Il Recupero Del Fegato È Fondamentale

I medici del Regno Unito raccomandano che uomini e donne che consumano alcol dovrebbero prendersi due o tre giorni a settimana senza bere, per consentire al fegato di recuperare. Il Royal College of Physicians (RCP) ha sottolineato che le attuali linee guida governative necessitano di una revisione, poiché suggeriscono che il consumo di alcol sia generalmente sicuro.

Di recente, il RCP ha presentato prove orali e scritte all’Inchiesta della Camera dei Comuni sulla Scienza e Tecnologia, un comitato che indaga sulla base scientifica delle raccomandazioni governative riguardanti l’alcol. L’inchiesta, avviata il 18 luglio, ha l’obiettivo di valutare se le evidenze scientifiche e le fonti di consulenza al governo possano essere migliorate.

Attualmente, il parere del governo, redatto dai Chief Medical Officers, consiglia che gli uomini non dovrebbero superare le 3-4 unità di alcol al giorno, mentre le donne dovrebbero rimanere sotto le 2-3 unità. Queste linee guida indicano che «regolarmente» significa bere ogni giorno o quasi, e raccomandano una pausa di 48 ore «dopo una bevuta pesante» per permettere al corpo di recuperare.

Tuttavia, il RCP contesta questa interpretazione, affermando che il fegato ha bisogno di tempo per riprendersi, anche da piccole quantità di alcol. Le evidenze suggeriscono un rischio maggiore di malattia epatica per chi consuma alcol ogni giorno rispetto a chi beve meno frequentemente, come affermato dal PCR.

Sir Ian Gilmore, consigliere speciale del RCP sull’alcol, ha recentemente discusso l’importanza di limitare sia la quantità che la frequenza del consumo di alcol. Ha scritto sul Daily Mail:

«Oltre alla quantità, anche i limiti di alcol sicuri devono considerare la frequenza: esiste un rischio aumentato di malattia epatica per chi consuma alcol quasi quotidianamente rispetto a chi beve in modo sporadico».

Il RCP raccomanda un limite di sicurezza di 0-21 unità a settimana per gli uomini e 0-14 per le donne, a condizione che non vengano consumate in uno o due periodi e che ci siano due o tre giorni senza alcool alla settimana. «A questi livelli, la maggior parte delle persone difficilmente si farà del male».

In risposta alla domanda se le evidenze scientifiche e le fonti di consulenza governativa sull’alcol possano essere migliorate, il PCR ha affermato che le linee guida attuali possono essere aggiornate per riflettere le evidenze in vari ambiti, come ad esempio:

  • Livelli globali di consumo «sicuri» o entro «limiti sensibili»,
  • Frequenza del consumo di alcol,
  • Effetti fisiologici dell’invecchiamento e
  • Equilibrio tra i benefici per la salute del consumo di alcol per la malattia coronarica rispetto ai danni legati all’alcol.

Nella sua lettera indirizzata ai parlamentari, l’RCP ha evidenziato che le attuali linee guida governative implicano che bere quotidianamente possa essere a basso rischio, ma ciò «ignora evidenze che suggeriscono che la frequenza del bere rappresenti un fattore di rischio significativo per lo sviluppo della dipendenza da alcol e delle malattie epatiche alcoliche».

Nella lista di punti a sostegno dell’importanza di includere giorni senza alcool, si sottolinea:

«Sebbene i meccanismi del danno epatico correlato all’alcol non siano completamente chiari, studi recenti hanno dimostrato un aumento del rischio di cirrosi per chi consuma alcol quotidianamente o quasi, rispetto a chi beve in modo episodico».

Uno degli studi citati dal RCP è uno studio giapponese che ha evidenziato come i forti bevitori che consumano alcol per 5-7 giorni alla settimana abbiano tassi di mortalità significativamente più alti rispetto a coloro che lo fanno per 1-4 giorni.

Inoltre, si fa riferimento a uno studio del 2009 che ha constatato che l’aumento delle morti epatiche nel Regno Unito era il «risultato di un consumo pesante quotidiano o quasi quotidiano, piuttosto che di binge drinking occasionale, e che tale abitudine di consumo regolare è spesso visibile in anticipo».

Nella sezione riguardante la frequenza del consumo di alcol, la lettera conclude:

«Le linee guida del governo dovrebbero riconoscere che l’assunzione di bevande alcoliche pericolose ha due componenti: frequenza di consumo e quantità. Ignorare uno di questi aspetti è scientificamente ingiustificato. Una semplice modifica potrebbe risolvere questa problematica, raccomandando di avere tre giorni di benessere senza alcol».

Qui puoi leggere le prove scritte complete dal PCR ai parlamentari.

Scritto da Catharine Paddock PhD

Aggiornamenti sulla Salute del Fegato nel 2024

Nel 2024, la ricerca continua a sottolineare l’importanza di prendersi delle pause dal consumo di alcol. Studi recenti mostrano che anche brevi periodi di astinenza possono migliorare significativamente la salute epatica. Ad esempio, una revisione sistematica pubblicata nel Journal of Hepatology ha evidenziato che i pazienti che si astenevano dall’alcol per almeno una settimana presentavano segni di rigenerazione epatica, con una riduzione dei marcatori di infiammazione.

In aggiunta, un’analisi condotta su dati provenienti da oltre 10.000 partecipanti ha dimostrato che coloro che osservavano regolari periodi di astinenza avevano un rischio significativamente ridotto di sviluppare malattie epatiche croniche. Questo dimostra chiaramente che il fegato ha una notevole capacità di recupero, a condizione che venga data l’opportunità di riprendersi.

È fondamentale che le linee guida riflettano queste scoperte, incoraggiando le persone a considerare non solo quanto ma anche quanto spesso bevono. La coscienza riguardo ai danni a lungo termine causati dal consumo cronico di alcol è in crescita, e con essa la necessità di strategie preventive efficaci. In sostanza, i professionisti della salute continuano a promuovere l’importanza di un consumo responsabile e di giornate senza alcool come chiave per il mantenimento di un fegato sano.

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