I Benefici della Musica sul Cervello e sulla Salute Mentale

A volte, guardare un musicista esibirsi dal vivo può farci sentire come se fossimo semplici spettatori di uno spettacolo straordinario. Recenti ricerche hanno rivelato che un breve allenamento musicale può aumentare il flusso sanguigno nell’emisfero sinistro del cervello, ma i benefici per gli ascoltatori vanno ben oltre.

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze Psicologiche dell’Università di Liverpool nel Regno Unito ha condotto due studi distinti per esaminare come l’allenamento musicale influisca sul flusso sanguigno cerebrale.

Le loro scoperte, presentate alla conferenza annuale della British Psychological Society a Birmingham, suggeriscono che le aree del cervello che elaborano musica e linguaggio condividono percorsi comuni.

Nel 2014, uno studio sulle scansioni cerebrali di musicisti jazz mostrava somiglianze significative tra l’elaborazione della lingua e quella della musica. I ricercatori implicavano che il cervello utilizzi le stesse regioni sintattiche per interpretare tutte le forme di comunicazione, siano esse verbali o musicali.

Nel primo studio, la studentessa Amy Spray e il suo mentore, il dott. G. Meyer, hanno analizzato i modelli di attività cerebrale di 14 musicisti e nove non musicisti mentre erano impegnati in compiti musicali e di generazione di parole.

Il team ha scoperto che i modelli cerebrali dei musicisti erano simili in entrambi i compiti, contrariamente a quanto osservato nei non musicisti.

Signora che suona il violino in un contesto di esibizione dal vivo

Nel secondo studio, i ricercatori hanno monitorato l’attività cerebrale di un altro gruppo di non musicisti durante compiti di generazione di parole e percezione musicale. Dopo misurazioni iniziali, i partecipanti hanno ricevuto 30 minuti di allenamento musicale.

Questo allenamento consisteva nell’apprendimento di tre poliritmi, ovvero ritmi diversi suonati simultaneamente con le dita.

Nelle misurazioni effettuate prima dell’allenamento, non sono stati riscontrati modelli significativi di correlazione nell’attività cerebrale. Tuttavia, dopo l’allenamento musicale, le somiglianze sono emerse in modo significativo.

«È stato affascinante osservare che le somiglianze nel flusso sanguigno cerebrale possono essere raggiunte dopo appena mezz’ora di semplice allenamento musicale», afferma Spray.

Lei conclude:

«Questi risultati suggeriscono che i modelli cerebrali correlati derivano dall’attivazione di aree associate all’elaborazione del linguaggio, suggerendo un rapido cambiamento nei meccanismi cognitivi utilizzati per la percezione musicale, che sono anche impiegati per il linguaggio.»

Musica per curare ciò che ti affligge

Ma la musica può fare molto di più, come osserva Michael Huckabee, professore e direttore della Divisione di Educazione per Assistenti Medici presso l’Università del Nebraska.

In un articolo sui benefici della musica per la salute umana, scrive:

«La musica fa qualcosa che va oltre la nostra comprensione: possiamo definirla una liberazione di endorfine o una semplice distrazione, ma è molto più profonda: in qualche modo, la musica ci fa solo bene e i risultati sono evidenti».

Huckabee discute una scoperta dei ricercatori di Taiwan, che hanno esaminato oltre 360 studi pubblicati sulla musicoterapia, concludendo che i dati suggeriscono che i pazienti oncologici che ascoltano musica riportano una riduzione significativa dei sintomi di depressione, dolore, stanchezza e ansia.

Il professore cita anche un paziente con demenza di nome Henry, che ha vissuto in una casa di cura per dieci anni e che sperimenta convulsioni e depressione.

Nonostante riconosca a malapena sua figlia e raramente risponda alle domande, durante l’ascolto della musica, «prende vita, con gli occhi spalancati, parlando di quanto significhi la musica per lui», afferma Huckabee.

Il video qui sotto mostra la straordinaria trasformazione di Henry mentre è influenzato dalla sua musica preferita:

Il Prof. Huckabee sottolinea che, anche se «è necessario fare ulteriori ricerche, è una strategia che merita di essere esplorata».

Nel 2013, uno studio suggeriva che l’allenamento musicale durante l’infanzia stimola positivamente il cervello in età adulta.

Prospettive Future nella Ricerca Musicale

Guardando al futuro, è fondamentale continuare a esplorare come la musica possa influenzare non solo la neurologia, ma anche la psicologia dei pazienti. Recenti studi hanno dimostrato che l’ascolto di musica classica può migliorare l’attenzione e le capacità cognitive in soggetti di tutte le età. Inoltre, uno studio pubblicato nel 2024 ha evidenziato come la musicoterapia possa essere utilizzata come intervento per ridurre i livelli di stress nei bambini e negli adolescenti, suggerendo che la musica non è solo un’arte, ma un potente strumento terapeutico.

In sintesi, la musica si conferma un elemento cruciale non solo per il nostro benessere emotivo, ma anche per la salute cerebrale e cognitiva. Continuare a promuovere e integrare la musica nella nostra vita quotidiana potrebbe portare a risultati straordinari nel campo della medicina e della psicologia.

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