La febbre della valle è una malattia fungina che si manifesta in alcune aree degli Stati Uniti e del Sud America. Questa infezione si contrae esclusivamente attraverso l’inalazione di spore fungine, e può portare a sintomi come febbre, dolore toracico, tosse e altri disturbi.
Il fungo responsabile è Coccidioides immitis, noto anche come coccidioidomicosi. Altre denominazioni comuni includono malattia della California, reumatismi del deserto e febbre della valle di San Joaquin.
È importante notare che la febbre della valle non è contagiosa; una persona infetta non può trasmettere la malattia ad un’altra.
Negli stati in cui il fungo è attivo, si registrano in media 42,6 casi ogni 100.000 persone all’anno.
Sintomi
Esistono tre forme principali di febbre della valle.
Febbre Acuta della Valle
I sintomi iniziali tendono a essere lievi, tanto che alcune persone non avvertono alcun segnale e scoprono di essere infette solo a seguito di un test cutaneo o ematico positivo. L’Università dell’Arizona stima che oltre il 60% delle persone infette non presenta sintomi evidenti o ha sintomi simili a quelli dell’influenza, non cercando mai assistenza medica.
I segni e i sintomi possono manifestarsi circa 1-3 settimane dopo l’esposizione e possono includere:
- dolore toracico – da lieve a grave
- brividi
- tosse
- fatigue
- febbre
- mal di testa
- dolori articolari
- dolori muscolari
- sudorazioni notturne
- mancanza di respiro
Un’eruzione cutanea può presentarsi come chiazze rosse sulle gambe inferiori, che possono essere dolorose e, nel tempo, diventano marroni, una condizione nota come eritema nodoso. Questa eruzione può anche apparire sulla schiena, braccia o petto e, in rari casi, può causare la formazione di vesciche.
Le persone in buona salute di solito guariscono completamente entro sei mesi, mentre i pazienti con sintomi gravi potrebbero necessitare fino a un anno per un recupero completo, con affaticamento e dolori articolari che possono persistere più a lungo.
Febbre della Valle Cronica
Raramente, i pazienti con febbre acuta non raggiungono un recupero completo e sviluppano una forma cronica di polmonite, più comune in individui con un sistema immunitario indebolito.
I sintomi possono includere:
- febbre leggera
- perdita di peso
- tosse persistente
- dolore toracico
- espettorato macchiato di sangue
- noduli polmonari
La gravità dei sintomi può variare notevolmente tra gli individui e nel tempo.
Febbre della Valle Disseminata
Questa è la forma più grave della malattia, in cui l’infezione si diffonde dai polmoni ad altre parti del corpo attraverso il flusso sanguigno.
Gli organi colpiti possono comprendere la pelle, il fegato, il cervello, le ossa, le meningi e il cuore, con sintomi variabili a seconda dell’organo interessato. Questi possono includere:
- lesioni cutanee
- lesioni craniche, spesso dolorose
- lesioni spinali e ossee
- articolazioni gonfie e dolorose
- meningite, infiammazione delle membrane cerebrali
- dolori muscolari e rigidità
- mal di testa
- febbre
- rigidità del collo
- cambiamento dello stato mentale
- fotofobia
Senza un adeguato trattamento, questa forma può rivelarsi fatale.
Fattori e Cause di Rischio
Diverse circostanze aumentano il rischio di contrarre la febbre della valle.
Posizione geografica: il rischio è maggiore in zone dove le spore fungine sono diffuse, come Arizona, Nuovo Messico, Texas, Utah, Nevada e nel nord del Messico. L’inalazione delle spore può portare all’infezione.
In queste aree, i lavoratori esposti a terreni disturbati, come in costruzione, scavi o agricoltura, hanno un rischio maggiore.
Etnia: gruppi come filippini, amerindi, nativi nordamericani e asiatici presentano un rischio più elevato di sviluppare infezioni con sintomi rispetto ai caucasici.
Gravidanza: le donne in gravidanza nelle zone endemiche hanno un rischio maggiore di infezione durante il terzo trimestre e subito dopo il parto.
Diabete: gli individui diabetici che vivono in aree endemiche hanno un rischio maggiore di contrarre l’infezione.
Sistema immunitario compromesso: le persone con un sistema immunitario debole, come i pazienti HIV positivi o quelli in chemioterapia, hanno un rischio aumentato di infezione e complicanze.
Età avanzata: le persone anziane sono più suscettibili alla febbre della valle.
Le Cause
La febbre della valle è causata dal fungo Coccidioides, che cresce nel terreno come muffa. In tale forma, il fungo può sopravvivere per lunghi periodi anche in condizioni avverse, come siccità o temperature estreme. Produce lunghi filamenti che si frantumano e si disperdono nell’aria come spore; l’inalazione di queste spore può causare l’infezione.
Le spore di Coccidioides si trovano in terreni desertici alcalini, specialmente nelle regioni del Messico nordoccidentale, nella Valle di San Joaquin in California, nel Nevada, nel Nuovo Messico, in Texas e in Arizona. La febbre della valle è stata riscontrata anche in alcune aree del Sud e Centro America.
Diagnosi e Trattamento
Un medico non può diagnosticare la febbre della valle solo basandosi sui segni e sintomi, poiché questi possono essere indicativi di altre malattie, come l’influenza.
Se il medico sospetta la febbre della valle, possono essere eseguiti test diagnostici specifici per valutare la presenza di sferule di Coccidioides nel sangue, nei tessuti o nella saliva.
I test possono includere:
- Prelievo di espettorato: un campione di espettorato viene testato per la presenza di Coccidioides.
- Esame del sangue: per verificare la presenza di anticorpi contro il fungo.
Altri test, come il test delle urine PCR, sono in fase di valutazione per supportare la diagnosi.
Trattamento
La maggior parte delle persone non necessita di trattamento per la febbre della valle. Anche nei casi più gravi, il riposo e l’assunzione di liquidi sono spesso sufficienti, come per un comune raffreddore.
Tuttavia, il paziente deve essere attentamente monitorato. I farmaci antifungini possono essere prescritti nei seguenti casi:
- se il paziente ha un sistema immunitario compromesso per malattie come il cancro, HIV o altre condizioni
- se la malattia è grave o debilitante
- se il paziente ha il diabete o altre patologie che rendono il soggetto fragile
- se la paziente è in gravidanza
- se il paziente appartiene a etnie ad alto rischio, come quelle africane o filippine
I farmaci utilizzati per la febbre della valle includono fluconazolo (Diflucan) e itraconazolo (Sporanox). Gli effetti collaterali possono comprendere:
- nausea
- vomito
- diarrea
- dolore addominale
Nei casi gravi, può essere somministrata amfotericina per via endovenosa.
Sebbene questi farmaci antifungini controllino l’infezione, non la eliminano completamente, lasciando sempre il rischio di recidive.
Complicazioni
Le complicazioni sono rare ma possono colpire i gruppi a maggior rischio.
Tra queste si possono includere:
- polmonite, che può risultare grave
- rottura di noduli polmonari o cavità polmonari
La maggior parte dei noduli tende a scomparire spontaneamente, ma alcuni possono rompersi, causando forti dolori toracici e difficoltà respiratorie. In tal caso, potrebbe essere necessario inserire un tubo nello spazio pleurico per rimuovere l’aria. In alcuni casi è richiesto un intervento chirurgico.
La complicanza più grave è quando la malattia si diffonde. Il fungo si propaga attraverso il flusso sanguigno a vari organi, causando potenzialmente ulcere cutanee, lesioni ossee, ascessi, forte dolore articolare, infiammazione del cuore, problemi urinari e meningite.
Uno studio del 2016 ha dimostrato che la febbre della valle può aggravare i sintomi dell’asma, ma non rende i soggetti asmatici più suscettibili alla malattia stessa.
Aggiornamenti Recenti sulla Febbre della Valle nel 2024
Nel 2024, la comunità scientifica ha compiuto notevoli progressi nella comprensione della febbre della valle. Recenti studi hanno rivelato che la prevalenza della malattia sta aumentando in alcune aree, a causa dell’impatto del cambiamento climatico sulla diffusione delle spore di Coccidioides. Le condizioni meteorologiche estreme e la siccità contribuiscono alla proliferazione dei funghi nel suolo, aumentando il rischio di esposizione per le popolazioni locali.
Inoltre, sono stati condotti studi approfonditi su nuovi approcci terapeutici, inclusi farmaci promettenti che potrebbero migliorare i risultati per i pazienti con infezioni severe. Ricerche recenti hanno anche esaminato il ruolo della genetica nella suscettibilità individuale alla malattia, suggerendo che alcuni gruppi etnici potrebbero avere una predisposizione biologica a sviluppare forme più gravi della febbre della valle.
Le campagne di sensibilizzazione e prevenzione stanno diventando sempre più cruciali, specialmente in regioni a rischio, per educare le comunità sui comportamenti da adottare per ridurre l’inalazione delle spore fungine. Gli esperti continuano a raccomandare la precauzione, in particolare per i gruppi vulnerabili.